Sino al 2 maggio 2023 è possibile rivivere la magia dell’epoca d’oro dei rally visitando il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino.
Al suo interno è stato allestito un intero settore – incluso nel biglietto – in collaborazione con la Fondazione Gino Macaluso per l’Auto Storica, offrendo al pubblico la straordinaria possibilità di ammirare un’esposizione unica nel suo genere per il ricco palmares delle vetture presenti, che hanno gareggiato e vinto per alcune delle più prestigiose squadre corse al mondo.

“La mostra The Golden Age of Rally è una celebrazione rigorosa, completa e spettacolare della storia dei rally che conferma l’impegno e la vocazione del Mauto nel mondo del motorismo sportivo. Questa inedita esposizione è anche una valorizzazione ed un omaggio alla competenza del territorio torinese e piemontese che, in un periodo storico particolarmente significativo ha saputo esprimere vetture e talenti in grado di arrivare in vetta alle classifiche internazionali. Produttori e team locali, come Fiat e Lancia, Abarth e Martini, ma anche designer come Gandini, Giugiaro e Pininfarina sono i creatori dei simboli di un’epopea dei motori, che abbiamo ora il piacere di mostrare al pubblico”.
Ha dichiarato Benedetto Camerana, Presidente del MAUTO.
“The Golden Age of Rally” è un’opportunità senza precedenti per ammirare iconici modelli nel loro stato originale provenienti dalla collezione di Gino Macaluso, personalità di spicco del mondo dei motori oltre che imprenditore, designer, navigatore di rally. Vincitore il 27 ottobre 1972 del Campionato Europeo insieme a Raffaele Pinto. L’unica vettura esterna alla collezione è la Peugeot 205 T16, gentilmente concessa dal Musée de l’Aventure Peugeot per volontà del Presidente Xavier Peugeot.
Stefano Macaluso – Curatore di “The Golden Age of Rally”: “Il percorso espositivo si propone di ricostruire l’entusiasmante atmosfera dei rally nelle fasi di maggiore popolarità della specialità. L’esposizione di auto uniche, tanto per i risultati sportivi di altissimo livello, quanto per l’intramontabile design, non è semplicemente cronologica: le sezioni del percorso approfondiscono tematiche come le grandi sfide agonistiche tra piloti; le rivoluzioni tecnologiche lanciate dall’applicazione in gara; l’importanza del lavoro di squadra tra conduttori, tecnici e organizzatori, essenziale per aspirare alla vittoria. Questa mostra è dedicata al genio di chi ha progettato, curato e guidato le auto che hanno fatto la storia dei rally, ma soprattutto agli appassionati che le hanno sognate. La nostra maggiore ambizione è trasmettere questa immensa passione alle giovani generazioni, in modo che ne possano trarre ispirazione per le loro realizzazioni future”.
Al centro dell’esposizione ci sono proprio gli esemplari selezionati e raccolti personalmente da Gino Macaluso, vetture-mito mai dimenticate, che hanno infiammato i cuori di tutti gli appassionati tra gli anni Sessanta e Novanta del secolo scorso. Autovetture elaborate e modificate secondo il genio dei tecnici, capaci di percorrere piste su asfalto, neve e sabbia, esaltando le qualità dei piloti e dei navigatori. Un percorso che ben racconta l’evoluzione della disciplina regina del Motorsport, i suoi regolamenti e le sue straordinarie imprese: dal Rally di Montecarlo al Rally Safari, passando per il Rally Mille Laghi (Finlandia) fino al Rally di Sanremo.
Sono ben 19 gli esemplari iconici protagonisti delle sfide diventate leggenda, determinanti per l’enorme successo di pubblico che ha accompagnato questo sport nel corso dei decenni. Le gare erano dei veri e propri raduni di appassionati, raccolti (incoscientemente) al bordo di percorsi teatro di imprese mozzafiato che hanno indubbiamente scritto pagine di storia mai dimenticate, ragion per cui fortunatamente hanno trovato un giusto spazio al MAUTO per essere raccontate anche a quel pubblico più giovane decisamente affamato di un Motorsport più avvincente e temerario rispetto a quello più distaccato e asettico odierno.
Si parte dagli anni ’60 con la BMC Mini Cooper S (1966), la Ford Cortina Lotus (1966)e la Ford Escort RS Miki (1969), passando di sala in sala si attraversano gli anni ’70, con la Porche 911 st (1970), la Lancia Fulvia Coupè HF 1.6 (1970), la Fiat 124 Spider (1971), l’Alpine Renault A110 (1973), la Lancia Stratos (1976), la Fiat 131 Abarth Gruppo 4 (1978).
E poi le protagoniste delle grandi sfide tra gli anni ’80 e ’90, le Lancia in livrea Martini Racing: Lancia rally 037 (1984), Lancia Delta S4 (1986), Lancia Delta HF Integrale 16v (1990) e Lancia Delta HF Evoluzione Safari (1992) con le loro antagoniste Audi quattro (1981), Renault R5 Turbo (1981), la Peugeot 205 Turbo 16 (1986) e la Toyota Celica GT-4 ST165 (1990).
Di rilievo il rarissimo esemplare di Fiat X1/9 Abarth prototipo, al cui sviluppo Gino Macaluso ha partecipato attivamente in qualità di capo progetto su incarico dell’ingegner Aurelio Lampredi per la Squadra Corse FIAT. Una vettura studiata specificatamente per i rally, dismessa ancor prima di vedere la produzione di serie e l’omologazione in Gruppo 4. Un cambio strategico di Fiat decretò la fine del progetto, successivo al Giro d’Italia automobilistico del 1974, in cui Gino Macaluso aveva corso accanto a Clay Regazzoni, proprio a bordo della X1/9 in mostra.
Outsider del percorso espositivo, la Fiat Punto S1600 vincitrice del Rally di Sanremo nel 2001, punta di diamante della squadra corse fondata da Gino Macaluso per partecipare al Junior World Rally Championship.
Riproduzione riservata ©️
Testo e Foto Alvaro Sgueglia Mariano
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