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HONPE Technology & Michael Robinson presentano la GT Limousine Archetype

Michael Robinson e HONPE Technology tornano a far parlare di sé a Eicma 2023. Archetype è una irresistibile GT Limousine progettata e costruita in soli 45 giorni.

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Il mondo del design è sempre pronto a stupirci e anche quest’anno a EICMA 2023 le sorprese non sono certo mancate. Moto, scooter, caschi, accessori… tutti i brand legati al mondo del motociclismo hanno sempre tanta voglia di dimostrare le loro capacità innovative ogni anno.
La HONPE Technology è una B2B specializzata in prototipazione e realizzazione di lavorazioni meccaniche, e come manifesto delle proprie virtù aziendali, ha scelto Milano per rivelare in anteprima mondiale un’esercizio di design molto interessante. Primo partner e fautore del progetto è Michael Robinson, un eclettico designer di livello mondiale che ha sempre avuto un grande problema: ovvero quello di far le cose prima degli altri. La sua attività lavorativa è caratterizzata da una costante ricerca all’innovazione e una visione illuminata del futuro, pregio che gli ha consentito di entrare a far parte del Car Designer Hall of Fame del MAUTO di Torino nel 2011. Oggi prosegue la sua carriera continuando a sorprendere il pubblico, e di certo, probabilmente è uno dei pochi maestri della matita capace di presentare con simpatica audacia una “quattrogomme” al Motorcycle Show più importante d’Europa!

A EICMA 2023 si è rinnovato il binomio tra Robinson e HONPE Technology. Durante l’edizione del 2019 aveva già dato spettacolo con la presentazione della prima moto elettrica progettata dal designer americano, un veicolo dal disegno sexy e innovativo, con una particolare sospensione regolabile ancorata direttamente al telaio. Oggi, invece, al padiglione 15 potrete incontrare una delle primissime GT Limousine elettriche al mondo, la Archetype. Il suo nome deriva dall’antica Grecia e richiama il concetto platonico di forma pura, l’essenza intesa come il cuore di una idea. Inoltre, l’archetipo, in uno studio di design è il modello originario, sul quale inizia una attenta riflessione sulla forma, rendendola successivamente sempre più vicina all’idea progettuale iniziale. In questo caso, la concept Archetype è stata progettata in modo tale che le linee e le proporzioni rimangano essenziali, lasciandole il più possibile pulite e minimali, differenziandosi da molte auto odierne eccessivamente ridondanti.

Per concentrarsi sulla “forma originale”, la maggior parte delle linee esterne è stata eliminata, e anche gli interni sono stati rarefatti a un insieme di elementi essenziali. Il concetto e le regole riconosciute al rango delle auto di lusso è completamente ridefinito, abbandonando la classica sovrabbondanza di linee, appendici cromate, materiali e texture. Secondo Robinson, nell’era digitale, le persone portano già con sé le proprie forme di benessere mediante i numerosi device che ci circondano. Pertanto, un’aggiunta di elementi visivi su una vettura potrebbero generare solamente una maggiore confusione all’osservatore. Inoltre, come ci illustra il designer americano, è importante riconoscere che, per lo stessa natura, i prototipi rappresentano un compromesso rispetto al progetto finale. Ciò è dovuto non solo all’abilità e alle scelte del progettista, ma anche agli inevitabili limiti intrinsechi nel concept alla base del “rapporto-mappa-territorio”. Infatti, come una mappa è un’astrazione ridotta che intende rappresentare un territorio reale molto più dettagliato, così un prototipo non è che un’approssimazione necessariamente inesatta e limitata di un “vero” prodotto finale.

La concept Archetype si presenta con delle proporzioni piuttosto insolite. Il disegno nel complesso è elegante e dinamico nello stesso tempo, combinando un’estetica da supercar con dimensioni da limousine, riunendo brillantemente due concetti agli antipodi. Le dimensioni complessive del progetto sono generose: la vettura ha una lunghezza di 5250 mm e una larghezza di 2015 mm. Il passo di 3305 mm e l’altezza totale di 1300 mm sono i dati più sorprendenti che danno vita a un segmento mai visto prima nei veicoli termici o elettrici. L’esterno, nero su nero, è caratterizzato da finestrini oscurati integrati, che creano un fenomeno di “squadratura” che riduce ulteriormente la disarmonia tipica delle auto moderne. Vista lateralmente, la Archetype sembra modellata dal vento, la sporgenza anteriore è estremamente corta, e quella posteriore, più lunga, presenta una configurazione fastback a spigoli vivi (abbassando il Cx e aumentando l’autonomia della batteria riducendo le emissioni di CO2) sono caratteristiche tipiche da auto sportiva. Spiccano i cerchi da 21 pollici e alcune soluzioni interessanti: retrovisori digitali, tergicristalli celati all’interno del cofano, assenza di una mascherina anteriore (l’aria per raffreddare le batterie passa sotto il paraurti) e lunotto posteriore sdoppiato che appare come una citazione velata a Bugatti Type 57 e Chevrolet Corvette C1. I fari posizionati sui rigonfiamenti del parafango anteriore sono a LED ultrasottili, dotati di un lungo DRL a forma di “L” che attraversa orizzontalmente l’aerodinamico musetto. Invece, le luci di stop posteriori sono tridimensionali e sporgono dalla carrozzeria, e anche in questo caso sono dotati di tecnologia a LED che illumina il rivestimento rosso esterno trasparente. Infine, le antiche carrozze e le eleganti vetture degli anni 30 sono richiamate dagli sportelli contrapposti senza montante centrale con apertura “a libro”. Inoltre, l’assenza di maniglie è un ulteriore passo verso l’era digitale, sostituendo i classici componenti meccanici con la domotica elettronica ad attivazione vocale.

L’interno disegnato da Robinson si presenta come un vero e proprio salotto futuristico, elegante e minimalista. Il primo aspetto che colpisce è l’ampio spazio tra le quattro poltrone, consentendo a tutti gli occupanti una fruibilità di primissimo piano. Inoltre, questi sedili offrono un’ergonomia curata in ogni minimo dettaglio, posteriormente sono completamente reclinabili e provvisti di un poggiagambe pieghevole. HONPE Technology per la loro realizzazione ha utilizzato materiali interamente riciclabili, confermando la sua attenzione alle opportunità dell’economia circolare.

Nel complesso, le tonalità calde degli interni contrastano con il colore nero della carrozzeria. Difatti i colori chiari ampliano notevolmente la percezione visiva, invece quelli scuri contraggono il volume spaziale. Il pavimento piatto è tipico delle moderne piattaforme skateboard EV e offre uno spazio più ampio per l’accumulo di energia, per una maggiore autonomia, oltre a una maggiore flessibilità nel salotto posto al di sopra. Tra i sedili sono collocate due console fluttuanti, a sbalzo rispetto alla tradizionale parete al centro di tutte le auto moderne. Qui l’obiettivo era ottenere una maggiore leggerezza visiva, offrendo spazio anziché peso. Ogni console contiene tutti i comandi necessari per i passeggeri, che non devono più allungare le mani per toccare il quadro strumenti. L’auto è a portata di mano di tutti i passeggeri. Il trackpad rotante controlla il cursore sullo schermo, consentendo di utilizzare delle scorciatoie per i comandi durante la guida o i momenti di relax. Il bracciolo viene riposto aprendolo, mentre la struttura a sbalzo permette di alloggiare le bevande e i bicchieri.
Il quadro strumenti è dotato di una struttura ad ala fluttuante, leggerissima, formata quasi unicamente da bocchette di ventilazione e da un minuscolo schermo al centro, con due schermi retrattili per gli specchietti retrovisori alla base di ciascun montante A. Le immagini di questi schermi provengono dalle telecamere posteriori a scomparsa montate su entrambi i lati dell’auto. L’obiettivo è quello di ridurre al massimo la componentistica, avendo comunque sempre a disposizione tutto ciò che serve, quando serve. Altrimenti, puff! Scompare! Il volante rappresenta un altro passo verso l’era digitale, interamente drive-by-wire e senza tutte le pesanti meccaniche che collegano i volanti tradizionali agli pneumatici anteriori. La forma rettangolare è più vicina a un’auto da Formula uno che a una limousine di lusso, perché ricalibra costantemente il raggio di sterzata 5 volte al secondo, in base all’ambiente esterno e agli input del conducente all’interno. Ciò significa che non sarà mai necessario ruotare il volante più di 90 gradi (la maggior parte dei volanti delle auto moderne ruota da 972 a 1152 gradi, ovvero da 2,7 a 3,3 rotazioni complete). Questo ha consentito di montare lo schermo informativo direttamente sul volante. Ciò significa che è possibile leggere facilmente elementi come il tachimetro, i livelli della batteria, le mappe GPS e le spie luminose direttamente mentre si guida. I pulsanti relativi alle funzioni di guida sono posizionati sui lati verticali dello schermo, in modo da essere facilmente raggiungibili con il pollice mantenendo la mano sul volante. Il rivestimento esterno del volante è in morbida pelle, mentre l’interno è realizzato in ceramica altamente resistente.

Secondo Michael Robinson questo esercizio di design può offrire molti spunti interessanti che potremmo incontrare sulle auto del futuro. Alcuni di essi sono più idee provocatorie che soluzioni complete, tuttavia è proprio questo il ruolo di una concept car: far riflettere. In soli 45 giorni non c’è il tempo per studi di fattibilità approfonditi o certificazioni dei materiali, in un periodo cosi limitato la maggior parte delle aziende riesce a mettere insieme appena una manciata di bozzetti… pensate a quante delle vostre idee potrebbero prendere vita se solo potessero essere realizzate (quasi) in un lampo!
Nei prossimi mesi Archetype verrà mostrata a diversi costruttori europei come esempio del know-how della HONPE Technology e verrà esposta nel primo showroom italiano aziendale a Medolla (MO).

Riproduzione riservata ©️
Foto HONPE Technology & ASM

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